Il legame
Gli acidi grassi omega 3 allungano la vita
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    Immagine: Blu3d at the English-language Wikipedia, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons
Redazione
Dall’analisi di 41 studi che hanno coinvolto 120mila persone è emersa un’associazione tra una dieta ricca d acidi grassi omega 3 e una riduzione del rischio di morte prematura per tutte le cause e per malattie cardiache e cardiovascolari

Nella dieta della longevità non dovrebbero mancare soia, noci e semi di lino, alimenti ricchi di acidi grassi omega 3. Il consiglio arriva da un studio pubblicato sul British Medical Journal che suggerisce un’associazione tra un elevato consumo di acido alfa linolenico (ALA), un acido grasso della serie degli omega3, e un minore rischio di morte prematura per tutte le cause. 

I ricercatori hanno analizzato i risultati di 41 studi pubblicati su tra il 1991 e il 2021 sull’associazione tra il consumo di acido alfalinolenico e il rischio di morte per malattie cardiovascolari, cancro o per tutte le cause. 

Gli studi analizzati avevano coinvolto in tutto più di 120mila partecipanti di età tra i 18 e i 98 anni la cui salute è stata monitorata per un lungo periodo di tempo, in alcuni casi fino a 32 anni.  

Dall’analisi dei dati, tenendo conto di tutti gli altri fattori che avrebbero potuto influenzare i risultati, è emerso che un elevato consumo di acidi grassi omega 3 era associato a una riduzione del rischio di morte prematura per tutte le cause, per malattie cardiovascolari e per malattie coronariche rispettivamente del 10, 8 e 11 per cento. 

Tradotto in numeri concreti significa che il consumo in grande quantità di alimenti ricchi di acido alfa linolenico evita 113 morti ogni 10mila persone all’anno per tutte le cause, 33 per malattie cardiovascolari e 23 per malattie cardiache. 

Una maggiore assunzione di acido alfa linolenico, tuttavia, era associata a un rischio leggermente più elevato di mortalità per cancro, equivalente a 63 decessi extra per cancro nel gruppo di persone con il consumo più elevato rispetto al gruppo di persone con il minore consumo. Ma i ricercatori avvertono che sono necessari ulteriori approfondimenti. In base ai dati a loro disposizione, gli scienziati sono riusciti a calcolare l’effetto dose-risposta, il “tanto mi dà tanto” che è indicativo di quale sia la quantità di acidi grassi in grado di procurare i benefici alla salute riscontarti negli studi.

Ebbene, un grammo al giorno in più di acido alfa linolenico è stato associato a una riduzione del 5 per cento del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari. 

Ogni incremento di una deviazione standard nei livelli ematici di acido alfa linolenico era associato a un rischio inferiore dell’8 per cento di mortalità per malattia coronarica.  Data la natura osservazionale dello studio non è possibile dimostrare un nesso strettamente causale tra un elevato consumo di acido alfa linolenico e un minore rischio di morte prematura. Tuttavia i ricercatori sono convinti che gli indizi a favore dei potenziali benefici per la salute degli acidi grassi polinsaturi siano consistenti. 

«Poiché la maggior parte degli studi inclusi nella meta-analisi provenivano da nazioni occidentali, l'estrapolazione dei risultati alla popolazione mondiale dovrebbe essere effettuata con cautela. Ulteriori studi dovrebbero esaminare l'associazione tra acido alfa linolenico e una gamma più ampia di cause di morte per fornire una valutazione più completa dei potenziali effetti sulla salute dell'acido alfa linolenico e per esaminare se alimenti specifici ricchi di acido alfa linolenico siano associati in modo differente alla mortalità per cancro e altre cause», concludono i ricercatori. 

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