Non solo «carenza cronica di posti letto ospedalieri e di personale medico ed infermieristico»: ad aggravare il «caos nei nostri sistemi di emergenza», con Pronto soccorso «da incubo» e corsie ospedaliere «”sotto assedio“», è «certamente la combinazione delle acuzie prodotte contemporaneamente dall’infezione Covid e dall’influenza».
A sostenerlo è la Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce), in una nota nella quale sottolinea tra l'altro che non solo il livello dei contagi Covid da settembre-ottobre a oggi è in crecita, ma soprattutto che è in aumento anche la mortalità provocata dall'infezione: nel 2023, da 40-50 decessi alla settimana a luglio/agosto si è passati a 150 morti a ottobre, a 290 a novembre, a 425 a fine dicembre per arrivare, nel 2024, a 371 nell'ultima settimana. «È evidente – sostiene la Federazione - che non è vero quanto affermato da qualcuno a fine luglio, cioè che la pandemia Covid “era finita nei numeri”. Il virus non è mai scomparso». Insomma, prosegue Foce, «abbiamo assistito a una totale rimozione del SARS-CoV-2, è come se il virus fosse stato dimenticato. Di conseguenza la campagna vaccinale è stata del tutto insoddisfacente. Dall’inizio della campagna autunno-inverno al 4 gennaio 2024, nel nostro Paese sono stati vaccinati appena 1.927.035 cittadini».
Al Covid si aggiunge una «fiacca ed insufficiente campagna vaccinale sull’influenza – sostiene Foce - con dati di copertura estremamente inferiori rispetto agli anni precedenti».
A farne le spese «sono i più anziani e i pazienti fragili», sottolinea la Federazione, che «non può che manifestare tutta la preoccupazione e lo sconcerto per questa allarmante situazione, per la mancanza di qualsiasi programmazione ed organizzazione di una campagna vaccinale già difficile».
Come se non bastasse, osserva infine Foce, c'è da considerare anche lo spreco di risorse pubbliche, «dovuto al mancato utilizzo di enormi quantità di dosi vaccinali già acquistate dallo Stato».
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