Il Rapporto
Salute globale, un equilibrio fragile tra progressi e disuguaglianze
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    Immagine: CDC Global, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Il Rapporto 2024-2025 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità racconta un mondo che avanza nella copertura sanitaria e nella protezione dalle emergenze, ma resta segnato da squilibri strutturali, vincoli finanziari e sistemi sanitari sotto pressione

La salute globale sta migliorando, ma non in modo uniforme, né sufficientemente rapido per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030. È questo in sintesi il messaggio che emerge dal Rapporto sui risultati 2024-2025 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel 2024, si stima che 431 milioni di persone in più abbiano avuto accesso a servizi sanitari essenziali senza incorrere in spese catastrofiche. È un dato che indica un progresso concreto verso la copertura sanitaria universale, sostenuto da un rafforzamento della forza lavoro sanitaria, dall’aumento della copertura per l’ipertensione e da un’espansione dei servizi di prevenzione e cura.

Parallelamente, 637 milioni di persone in più risultano oggi meglio protette dalle emergenze sanitarie. Un risultato legato al miglioramento della sorveglianza epidemiologica, alla capacità di risposta rapida e a una maggiore cooperazione internazionale nella gestione delle crisi.

Ma è il terzo indicatore a restituire la dimensione più ampia del cambiamento: 1,4 miliardi di persone in più vivono oggi in condizioni di salute migliori, grazie soprattutto a politiche su tabacco, qualità dell’aria, accesso ad acqua potabile e combustibili domestici più puliti.

Tedros: «2025 anno di scelte difficili»

Il documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità colloca questi dati all’interno di un quadro più complesso, segnato da progressi reali ma anche da limiti strutturali.

«Il 2025 è stato un anno di scelte difficili, di ridefinizione delle priorità e riallineamento sotto vincoli finanziari, in un contesto di crescente complessità operativa, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è adattata, ha conseguito risultati e ha continuato a generare impatto dove era più necessario», afferma il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus nel suo messaggio introduttivo.

I “Triple Billion Targets”: progressi significativi ma insufficienti

Al centro della valutazione del rapporto ci sono i cosiddetti Triple Billion Targets, i tre grandi obiettivi strategici globali: migliorare la salute della popolazione, proteggere dalle emergenze e garantire accesso ai servizi essenziali.

Il Rapporto è esplicito nel bilancio complessivo:
«Le evidenze sono inequivocabili. I progressi sono stati significativi: più persone vivono in salute, più persone sono protette dalle emergenze sanitarie e l’accesso ai servizi essenziali è aumentato. Tuttavia, il progresso è stato insufficiente e diseguale».

Una salute che dipende dai fattori sociali e ambientali

Uno degli elementi più rilevanti del Rapporto è il cambio di prospettiva sulla salute globale: non più solo servizi sanitari, ma determinanti sociali e ambientali.

Il miglioramento delle condizioni di salute di 1,4 miliardi di persone è attribuito a fattori che vanno oltre gli ospedali: riduzione del tabacco, miglioramento della qualità dell’aria, diffusione di combustibili puliti, accesso all’acqua e ai servizi igienici.

Il messaggio implicito è che la salute pubblica è sempre più una questione di politiche intersettoriali, non esclusivamente sanitarie.

Emergenze sanitarie: più protezione, ma fragilità persistenti

I 637 milioni di persone in più protette dalle emergenze riflettono progressi nella preparedness globale, ma il Rapporto avverte che questi risultati restano fragili.

Il miglioramento è legato anche alle modifiche del Regolamento sanitario internazionale, che rafforzano la capacità di risposta coordinata alle emergenze.

Tuttavia, il contesto globale resta instabile: nuove minacce infettive, pressioni finanziarie e sistemi sanitari diseguali riducono la resilienza complessiva.

Il nodo finanziario della salute globale

Uno dei punti più critici del Rapporto riguarda il finanziamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e, più in generale, della salute globale.

«Il finanziamento è fondamentale — non solo in termini di volume, ma anche di flessibilità. I fondi altamente vincolati e imprevedibili continuano a limitare l’impatto dove è più necessario», dice Tedros.

«I progressi sono notevoli, ma fragili. I risultati possono rapidamente invertirsi senza investimenti sostenuti e sistemi resilienti».

Disuguaglianze strutturali

Se c’è un elemento trasversale a tutto il Rapporto è la disuguaglianza. Non solo tra Paesi ad alto e basso reddito, ma anche all’interno delle stesse nazioni: accesso ai servizi, qualità delle cure, protezione finanziaria e capacità dei sistemi sanitari restano profondamente disomogenei.

Conflitti, disastri naturali, epidemie e sistemi sanitari sotto pressione stanno diventando un dato strutturale. La capacità di risposta internazionale è cresciuta, ma anche la domanda di intervento è aumentata più rapidamente.

Una salute globale ancora in costruzione

Il quadro finale è quello di un sistema globale della salute che avanza, ma resta incompleto e fragile.

«I progressi nella salute globale sono possibili, ma non sono né garantiti né equamente distribuiti. Devono essere costruiti, protetti e sostenuti insieme», conclude Tedros.

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