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Vivere con il diabete ha un impatto sulla vita quotidiana, ma grazie all'innovazione tecnologica e al supporto sanitario è possibile gestire efficacemente la condizione e condurre una vita piena.
È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall'evento "Ridurre il peso del diabete e semplificarne la gestione attraverso la tecnologia", promosso da Medtronic il 6 maggio a Roma.
L'incontro, che ha visto la partecipazione del tennista Alexander Zverev, a Roma per gli Internazionali d'Italia 2025, ha sottolineato l'importanza della conoscenza, della discussione e di una cultura inclusiva nella gestione del diabete, con il principio guida: “Empowering people with Diabetes: reduce the burden of Diabetes Management to maximize the enjoyment of life”. Zverev, con una diagnosi di diabete di tipo 1 dall'infanzia, ha condiviso il proprio percorso di eccellenza nel suo sport nonostante la condizione di diabetico.
In Italia circa 4 milioni di persone convivono con il diabete, con una maggiore prevalenza tra le donne.
Il Time in Range, ovvero il tempo trascorso all'interno dell'intervallo glicemico ottimale (70-180 mg/dL) è un indicatore chiave per ridurre il rischio di complicanze. Tuttavia, nonostante l'esistenza di soluzioni tecnologiche, solo il 20% delle persone con diabete in Italia utilizza microinfusori insulinici, rispetto al 65% in Germania e al 43% negli Stati Uniti. Per le persone con diabete di tipo 1, rimanere nell'intervallo glicemico target per almeno 17 ore al giorno può migliorare significativamente gli esiti clinici e offrire una migliore qualità della vita. Ogni aumento del 10% del Time in Range può ridurre il rischio di complicanze a lungo termine, come la retinopatia, di quasi il 40%.
«Vivere con il diabete è un po' come essere sulle montagne russe» racconta Luigi Morgese, Business Director di Medtronic Diabetes per Italia, Grecia, Israele. «I livelli di glucosio nel sangue sono influenzati da vari fattori – precisa - e possono essere diversi da un giorno all'altro. Ma oggi, la tecnologia può davvero fare la differenza, aiutando a stabilizzare i livelli di glucosio durante i pasti, l'esercizio fisico, il sonno e ogni volta che i livelli di zucchero nel sangue sono alti o bassi». La tecnologia oggi disponibile «può ridurre il peso del vivere con il diabete – aggiunge - ripristinando la libertà quotidiana e la tranquillità mentale».
Il diabete è la patologia endocrinologica più comune in età pediatrica, come ricorda Marco Marigliano, professore di Pediatria dell’Università di Verona. La diagnosi durante l'infanzia o l'adolescenza «è un evento traumatico – sottolinea - che genera emozioni come shock, rabbia, paura e ansia. Aiutare i giovani a normalizzare queste emozioni è essenziale per il loro benessere psicologico. L'uso di tecnologie come i sensori glicemici e i microinfusori di insulina ha svolto un ruolo fondamentale nell’alleviare lo stress e l'ansia, in particolare per la paura dell'ipoglicemia, comune nei pazienti e nelle loro famiglie».
A livello internazionale, grazie al progetto SWEET (che raccoglie i dati di oltre 50 mila bambini e adolescenti con diabete tipo 1) circa l'80% di loro utilizza un sensore CGM e oltre il 50% un microinfusore di insulina, con il 28% che ha accesso a sistemi di rilascio automatico dell'insulina (AID).
In Italia, i dati più recenti mostrano progressi: su oltre 4 mila bambini e ragazzi monitorati, più del 95% utilizza un sensore CGM, oltre il 40% è in terapia con microinfusore di insulina e quasi tutti quelli che utilizzano un microinfusore (circa il 38% del totale) impiegano sistemi a rilascio automatico dell’insulina.
«All’inizio ci sembrava una cosa estranea – raccontano Gianni e Roberta, genitori di Davide, un bambino con diabete - quasi innaturale da accettare per nostro figlio. Ma sono bastati pochi giorni per capire quanto questa tecnologia fosse avanti: ci ha semplificato la vita, ci ha tolto tante preoccupazioni. Adesso possiamo concentrarci su momenti più belli, più leggeri… a volte ci dimentichiamo persino del diabete». «Grazie alla tecnologia – conferma infine Cecilia, studentessa con diabete - ora posso vivere più serenamente la mia vita e rassicurare la mia famiglia nonostante sia lontana da casa».
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