- Immagine
In Italia, due terzi delle persone affette da obesità ritengono che la loro condizione «si possa prevenire attraverso scelte personali», nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità consideri l’obesità una malattia cronica e recidivante. È quanto emerge dai risultati dello studio Global Perceptions of Obesity Study, condotto in quattordici paesi e pubblicato da Ipsos in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità 2026.
La ricerca, che ha coinvolto 3.094 persone affette da obesità e 11.406 persone non affette da obesità, evidenzia per l’Italia un fenomeno di auto-colpevolizzazione diffuso. Secondo Ipsos, «lo stigma interiorizzato è un possibile ostacolo alla ricerca di aiuto». Sebbene gli italiani obesi siano meno convinti dell’efficacia di soluzioni basate esclusivamente sullo stile di vita, solo il cinquanta due per cento concorda sul fatto che «dieta ed esercizio fisico da soli possano risolvere l'obesità per la maggior parte delle persone», una percentuale inferiore alla media globale del sessantatre per cento.
Al contempo, un terzo degli intervistati (34%) riconosce che «la genetica e la biologia siano le cause primarie dell'obesità», mentre più di tre quarti (77%) ammettono che l’obesità è «una condizione medica che richiede una gestione continuativa». La contraddizione tra comprensione razionale e convinzioni interiorizzate emerge anche a livello globale.
Una malattia cronica ancora percepita come fallimento personale
La gestione dell’obesità resta spesso confinata all’ambito personale. Oltre l’ottanta per cento delle persone affette da obesità ha cercato o considerato consigli sulla perdita di peso, ma solo il trenta per cento ha consultato un medico nell’ultimo anno. Gli italiani si mostrano inoltre meno propensi a provare diete alla moda rispetto alla media mondiale (venti per cento contro trentatre per cento).
Per chi non ha consultato un medico, l’ostacolo principale resta la paura di fallire, citata dal trentadue per cento. Tra coloro che hanno invece ricevuto consulenza medica, le raccomandazioni si concentrano su cambiamenti dello stile di vita: mangiare in modo più sano (57%), fare più esercizio fisico (56%) e ridurre le porzioni (34%). Anche questo conferma la percezione diffusa che l’obesità sia una questione di disciplina personale più che una malattia da gestire a lungo termine.
Scarsa consapevolezza dei rischi
Lo studio evidenzia inoltre lacune nella conoscenza dei rischi legati all’obesità. Solo il quarantasei per cento degli intervistati considera il diabete di tipo 2 come causato dall’obesità, mentre la consapevolezza dei problemi cardiaci è maggiore (56%) e solo il 23% associa l’obesità ad alcuni tipi di tumore.
Impatto invisibile sulla vita quotidiana
L’obesità influenza in maniera significativa la qualità della vita. Gli italiani obesi dichiarano di essere meno soddisfatti della propria salute fisica di 23 punti percentuali rispetto a chi non è affetto da obesità, un divario superiore alla media globale (19 punti). Gli effetti negativi riguardano soprattutto alimentazione e abitudini alimentari (89%) e fiducia e autostima (88%).
Sul piano sociale, gli italiani obesi riportano meno disagio rispetto alla media mondiale: solo il 25% si sente spesso in imbarazzo per il proprio peso (contro il 35% globale) e il 22% si sente giudicato per l’aspetto fisico (contro il 35% globale). Persistono però stereotipi negativi: il 36% teme di essere percepito come pigro, contro il 19% dei non obesi.
Roberto Cortese, responsabile degli Ipsos’ Obesity & Cardiometabolic Disease Monitors, osserva: «In Italia, i dati rivelano un paradosso unico: mentre le persone che convivono con l'obesità riferiscono di essere meno giudicate dall'esterno rispetto a molti altri paesi, portano un pesante fardello interiore di auto-colpevolizzazione e sono profondamente incerte sulle cause alla base della loro condizione, creando un ostacolo significativo alla ricerca di aiuto. La Giornata mondiale dell'obesità è un'opportunità per riformulare la narrazione: considerare l'obesità non come un fallimento personale, ma come una malattia cronica complessa che merita attenzione, educazione e sostegno».
Su argomenti simili
C’è chi perde peso rapidamente e chi, pur seguendo la stessa terapia, fatica a vedere risultati. È una delle domande più frequenti tra chi utilizza i nuovi farmaci contro l’obesità (analoghi del recettore del GLP-1): perché l’efficacia varia così tanto da persona a persona?
Una parte della risposta potrebbe trovarsi nel DNA. Uno studio… Leggi tutto
Più di un miliardo di persone nel mondo convivono con l’obesità. Entro il 2035 oltre la metà della popolazione globale vivrà in sovrappeso o con obesità, con un impatto economico stimato in 3,23 mila miliardi di dollari già nel 2030. I bambini e gli adolescenti in eccesso ponderale nel 2025 sono 543 milioni; ogni anno 1,7 milioni di decessi… Leggi tutto
In occasione della Giornata mondiale dell’obesità (4 marzo), Amici Obesi promuove l’illuminazione dei palazzi istituzionali nazionali e regionali, in adesione alla campagna globale della World Obesity Federation.
L’associazione ha chiesto alle principali Istituzioni nazionali e regionali di accendere e colorare… Leggi tutto
In occasione del World Obesity Day, la Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla patologia promossa dalla World Obesity Federation, l’associazione Parole O_Stili e Eli Lilly and Company (Lilly) annunciano il lancio del primo glossario europeo dedicato a un linguaggio più rispettoso e inclusivo quando si parla di obesità. L’iniziativa,… Leggi tutto
Il paradosso: tassi di obesità più alti al Sud, ma Centri di cura più concentrati al Nord.
Dei 160 centri per l’obesità operativi in Italia, infatti, il 52% si trova al Nord, il 18% nel Centro Italia e il 30% al Sud e nelle Isole, prevalentemente in tre Regioni: Sicilia, Campania e Puglia. Intere Regioni, come la Calabria e il Molise,… Leggi tutto
L’obesità è una delle maggiori sfide sanitarie a livello europeo: si stima che in Italia circa il 47% degli adulti (23,3 milioni) sia in eccesso di peso e di questi circa il 12% viva con obesità (5,8 milioni), con conseguenze importanti sulla salute e sulla qualità della vita, oltre al notevole onere economico che grava sulla società.
A… Leggi tutto
Una ricerca guidata dall’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm) ha descritto un particolare RNA (lncRNA, che non dà origine a proteine) con un ruolo chiave nella sopravvivenza delle cellule tumorali del medulloblastoma di gruppo 3, la forma più aggressiva di tumore pediatrico del… Leggi tutto
In Italia oltre il 22% degli adolescenti italiani presenta eccesso di peso che può persistere in età adulta fino al 70-80% dei casi. Nel breve come nel lungo termine le conseguenze sono gravissime: diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemie, steatosi epatica non alcolica, apnea del sonno, problemi ortopedici, disturbi psicosociali come… Leggi tutto
Che cosa succede al nostro organismo quando il cortisolo — il celebre “ormone dello stress” — rimane alto troppo a lungo? A questa domanda ha provato a rispondere un gruppo di ricercatori dell’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, che ha condotto un’indagine unica nel suo genere: misurare per un’intera giornata, minuto per minuto, quanta… Leggi tutto
Nel 2024 nel mondo circa 1 miliardo di persone conviveva con l’obesità e 3,7 milioni di persone sono morte per cause legate alla malattia. Senza interventi decisi, il numero delle persone colpite è destinato a raddoppiare entro il 2030.
Per rispondere a quella che è ormai un’emergenza globale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità… Leggi tutto
Paolo Gentileschi, chirurgo generale e bariatrico, è stato nominato presidente eletto della Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche (Sicob). Attualmente la Società scientifica è presieduta da Maurizio De Luca dell’ospedale di Rovigo (2025-2027); Gentileschi assumerà la carica di presidente della Sicob per il 2027… Leggi tutto
Dal 6 al 9 novembre scorsi Roma ha ospitato il XXIV Congresso nazionale dell’Associazione medici endocrinologi (Ame): oltre mille gli endocrinologi presenti, che hanno confermato «la centralità dell’evento per medici, ricercatori e operatori sanitari», come sottolinea il presidente Andrea Frasoldati.
Le malattie tiroidee colpiscono oltre… Leggi tutto
Iris, Marco, Maria, Roberto. Quattro persone sconosciute tra loro che però hanno in comune una compagna di vita: l'obesità. E che hanno deciso di raccontare la propria esperienza e i propri percorsi di rinascita fatti di coraggio, di sforzi e sacrifici per recuperare il controllo del proprio corpo e della propria vita affettiva e sociale.
… Leggi tuttoA una settimana dall’approvazione storica della legge che ha riconosciuto l’obesità come malattia, comincia un altro cammino per i pazienti affetti dalla patologia. Le tappe: «garantire pari dignità alle persone con obesità per favorire l’accesso alle terapie, approvazione del Piano Nazionale Cronicità e inserimento nei Lea», illustra Iris Zani… Leggi tutto
Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sull’obesità, che diventa ufficialmente legge. L’Italia diventa così il primo Paese a riconoscere per via legislativa l’obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante.
Il testo, strutturato in sei articoli, prevede un approccio integrato nella lotta all’obesità che… Leggi tutto
Eli Lilly ha annunciato i risultati dettagliati dello studio di Fase 3 ATTAIN-1, che ha valutato sicurezza ed efficacia di orforglipron, un agonista recettoriale del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1) orale in fase di sperimentazione, in adulti con obesità o sovrappeso associato a una patologia correlata al peso e senza diabete.
Nello… Leggi tutto
Lo studio real-world STEER presentato a Madrid al recente Congresso della Società europea di cardiologia (ESC)n mostra che semaglutide 2,4 mg riduce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori del 57 per cento rispetto a tirzepatide in persone con sovrappeso o obesità e malattia cardiovascolare. Al Congresso dell'Associazione europea per lo… Leggi tutto
L’uso di una classe di farmaci comunemente prescritti per pazienti con obesità e diabete (gli agonisti del recettore GLP-1) può ridurre l’impronta ambientale dell’assistenza sanitaria e migliorare gli esiti clinici quando utilizzata per trattare l’insufficienza cardiaca.
In sintesi, il trattamento dei pazienti con queste terapie ha… Leggi tutto
