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Malattie infettive, oncologiche, epatiche ed ematologiche: sono queste le quattro aree alle quali afferiscono i 63 progetti di carattere medico.scientifico e socio-assistenziale che prenderanno il via nei prossimi ddici mesi grazie agli oltre 1,3 milioni di euro che Gilead ha stanziato per l'edizione 2025 dei propri Bandi. I vincitori sono stati annunciati mercoledì 7 ottobre a Milano.
Una parte dei fondi stanziati sarà destinata alla realizzazione dei 32 progetti del Fellowship Program, il Bando dedicato a progetti di carattere medico-scientifico presentati da ricercatrici e ricercatori italiani nelle aree dell’Hiv, della colangite biliare primitiva (Cbp, malattia epatica rara e autoimmune), delle patologie oncologiche (carcinoma mammario) ed ematologiche (leucemie e linfomi). L’altra parte sosterrà i 31 progetti di natura socio-assistenziale del Community Award Program presentati da Associazioni di pazienti ed Enti del Terzo settore nell’ambito delle stesse patologie del Fellowship Program.
La rosa dei premiati vede progetti che ricorrono all’intelligenza artificiale e alla medicina di precisione per aprire nuove strade nella diagnosi e nelle cure del tumore al seno. Iniziative che creano originali percorsi di assistenza che hanno al centro la persona con leucemie e linfomi con il suo vissuto, la sua dignità e i suoi bisogni. O che mirano a offrire un supporto alle donne con carcinoma mammario. Iniziative che spesso parlano anche ai caregiver di chi è colpito da una malattia grave come quella metastatica o un tumore del sangue. Progetti che prevedono il miglioramento dei percorsi di diagnosi e cura per i pazienti con colangite biliare primitiva, alcuni dei quali con un’attenzione specifica sulle donne, che spesso sono le più esposte a questa patologia. Infine, programmi per educare alla prevenzione e moltiplicare le occasioni di prevenzione, soprattutto nell’area dell’Hiv e delle infezioni sessualmente trasmesse, rivolti alle persone più a rischio.
«L’altissima qualità dei progetti premiati al Fellowship Program dimostra ancora una volta la preparazione e la capacità del comparto della ricerca italiana in ambito medico-scientifico - assicura Massimo Andreoni, direttore dell'Unità di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma - soprattutto quella rappresentata dalle ricercatrici e dai ricercatori più giovani. In Università, ospedali ed enti di ricerca di tutto il Paese – prosegue Andreoni, che ha presieduto la Commissione giudicatrice Fellowship Program 2025 - esiste un capitale di talenti e di eccellenze con un grande potenziale per far progredire le conoscenze e migliorare la salute della popolazione. Il sostegno offerto da un’iniziativa come il Fellowship e la sinergia che così si viene a creare tra industria e settore pubblico della ricerca, libera questo potenziale, a vantaggio di tutta la collettività».
I progetti premiati «dimostrano la capacità delle organizzazioni di pazienti non solo di intercettare i bisogni reali delle persone colpite da malattie gravi e di chi si prende cura di loro – sottolinea Guendalina Graffigna, professoressa di Psicologia dei consumi e della salute, direttrice di EngageMinds HUB, Università Cattolica del Sacro Cuore e Commissario unico del Community Award Program – ma di contribuire e a volte vicariare iniziative di salute pubblica e di prevenzione, ad esempio nell’area delle malattie infettive. In modo strutturato e concreto dimostrano capacità di intervento che li rende attori chiave nel sistema salute del Paese».
Con i progetti finanziati quest’anno e nelle 13 edizioni passate, i Bandi Gilead hanno sostenuto oltre 700 progetti grazie a finanziamenti totali per oltre 18 milioni di euro.
«Solo dall’unione dell’impegno di tutti gli attori del sistema salute possono nascere sinergie capaci di migliorare la salute individuale e collettiva» spiega Frederico da Silva, General Manager e Vice President di Gilead Sciences Italia. «Il paradigma One Health ci invita a considerare la salute come un ambito unico, globale - aggiunge - e ci spinge ad affrontare le grandi sfide sanitarie con una visione integrata e sovranazionale. Per noi di Gilead, questo approccio si traduce in un impegno costante nel sostenere progetti che promuovano innovazione, equità e prossimità, anche nei contesti dove le malattie sono più difficili da eradicare».
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