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Innovazioni
Dalla tecnologia una svolta nella gestione del diabete di tipo 1
Redazione
Corpo

Solitamente diagnosticato nell’infanzia, il diabete di tipo 1 è caratterizzato dall’incapacità del pancreas di produrre insulina, un ormone necessario per regolare i livelli di glucosio nel sangue. Di conseguenza, chi ne è colpito deve assumere insulina per via iniettiva o tramite microinfusori. È però complicato, a causa delle diverse abitudini individuali, stabilirne il giusto livello ed evitare stati di ipo o iperglicemia.

L’intero settore biomedicale è impegnato da oltre quaranta anni nello sviluppo di un “pancreas artificiale”, ovvero un sistema che riproduca fedelmente la funzione fisiologica del pancreas umano, regolando automaticamente i livelli di glucosio nell’organismo e consentendo alle persone con diabete di tipo 1 un miglior controllo glicemico.

Nel panorama della tecnologia applicata al diabete di tipo 1, una novità arriva dal sistema Tandem t:slim X2 con tecnologia Control-IQ, lanciato dall’azienda italiana Movi. Un sistema ibrido a circuito chiuso, già diffuso in Italia, che combina una pompa per insulina, un sensore per il monitoraggio continuo della glicemia e un algoritmo che modula automaticamente l’infusione basale in risposta ai valori glicemici. Questo sistema a breve compirà un salto evolutivo: grazie a nuove funzionalità prenderà forma un vero e proprio nuovo sistema, presentato venerdì 26 settembre a Roma.

Una delle principali novità è l’introduzione di una app mobile che permette al paziente di gestire la terapia insulinica da remoto, inclusa l’erogazione dei boli. Accanto alla app, viene lanciata una nuova piattaforma di gestione dati completamente proprietaria che permette la sincronizzazione automatica delle informazioni raccolte dalla pompa e dal sensore con il cloud.

Sul piano clinico, l’innovazione più significativa è rappresentata dal nuovo algoritmo Control-IQ+, che rende il sistema utilizzabile anche nei bambini a partire dai due anni di età e in pazienti con fabbisogni insulinici molto bassi o molto alti.

«Lo sviluppo di sistemi AID completamente automatizzati rappresenta una delle frontiere più promettenti nella cura del diabete di tipo 1» assicura Daniela Bruttomesso, diabetologa dell’Azienda ospedale-università di Padova. L’obiettivo finale, aggiunge, è «liberare la persona con diabete dal pensiero costante della gestione della malattia».

«Per Movi, innovare significa offrire maggiore libertà e sicurezza ai pazienti – interviene Enrico Ceribelli, Director Business Unit Biosystem dell'azienda - mentre forniamo ai medici strumenti più efficienti e intuitivi che semplificano la pratica clinica. La nostra rivoluzione è un nuovo sistema che supporta sia i medici che i pazienti, rendendo la gestione del diabete più semplice ed efficace».

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