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I farmaci anti-obesità salvano il cuore di chi è in lieve sovrappeso
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    Immagine: Wagner Souza e Silva / Museum of Veterinary Anatomy FMVZ USP, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Uno studio danese basato sui dati di oltre 300 mila persone evidenzia come metà delle persone con indice di massa corporea tra 25 e 26,9 presenti infiammazioni o colesterolo elevato, correndo lo stesso rischio cardiovascolare di chi è già idoneo ai farmac

Estendere i farmaci analoghi del GLP-1 anche alle persone con sovrappeso e fattori di rischio cardiovascolari potrebbe proteggere il cuore di milioni di persone. È il dato che emerge da uno studio che sarà presentato al congresso dell'European Association for the Study of Diabetes che si apre oggi a Milano. 

I farmaci agonisti del recettore del peptide simil-glucagone-1(GLP-1), semaglutide e tirzepatide, sono approvati per la perdita di peso negli adulti con un indice di massa corporea pari o superiore a 30, oppure con un indice di massa corporea pari o superiore a 27 in presenza di almeno una condizione di salute correlata al peso, come ad esempio dislipidemia (livelli non salutari di colesterolo o altri grassi nel sangue), pressione alta, diabete di tipo 2 o precedenti malattie cardiovascolari.

Le persone con un indice di massa corporea compreso tra 25 e 26,9 non sono idonee, nonostante rientrino nella fascia del sovrappeso. È proprio questa popolazione su cui è caduta l'attrazione dei ricercatori del Copenhagen University Hospital che hanno confrontato il rischio di patologia coronarica nelle persone con un indice di massa corporea compreso tra 25 e 26,9 ed elevato colesterolo e infiammazione di basso grado con quello delle persone che risultavano idonee agli antagonisti del recettore del peptide simil-glucagone-1 per la perdita di peso. L’infiammazione cronica di basso grado e i livelli di colesterolo aumentano entrambi il rischio di malattie cardiache e sono comuni nelle persone in sovrappeso.

Nel complesso i ricercatori hanno analizzato i dati di due grandi studi prospettici per un totale di  313.145 persone in sovrappeso considerate.  Durante il periodo di monitoraggio di oltre dieci anni (ma in alcuni casi fino a 18 anni), 23.134 persone hanno sviluppato una patologia coronarica, per esempio infarto, necessità di bypass o morte per cause cardiovascolari.

L’analisi dei dati ha mostrato che i partecipanti non coperti dall’indicazione per l'utilizzo dei farmaci GPL-1, ma con colesterolo alto, infiammazione di basso grado o entrambi, avevano la stessa probabilità di sviluppare una patologia coronarica rispetto a coloro che erano idonei ai farmaci. In alcuni casi, il rischio era addirittura già elevato. 

«Sappiamo che gli antagonisti del recettore del peptide simil-glucagone-1 possono ridurre il colesterolo e l’infiammazione e ridurre il rischio di attacchi cardiaci, ictus e altri problemi cardiovascolari», ha affermato una delle autrici dello studio Karen Hvid. «Abbiamo riscontrato che circa la metà delle persone con un indice di massa corporea compreso tra 25 e 26,9 presentava livelli di colesterolo o infiammazione che aumentavano il rischio di problemi cardiaci: avevano un rischio di patologia coronarica simile a quello delle persone idonee agli antagonisti del recettore del peptide simil-glucagone-1 per la perdita di peso ma, allo stato attuale delle cose, non verrebbero loro prescritti», ha aggiunto. «Il nostro studio sostiene la necessità di estendere l’indicazione a questo gruppo. Ora sono necessari studi clinici», ha concluso Hvid.

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