Lo studio
Attivare gli spazzini cellulari per proteggere il cuore dalla chemioterapia
  • Immagine
    Didascalia
    Immagine: Rhoda Baer (Photographer), Public domain, via Wikimedia Commons
Redazione
Uno studio italiano individua un possibile modo per proteggere il cuore durante la chemioterapia. Riattivare l’autofagia, il sistema di “pulizia” delle cellule, potrebbe contrastare i danni della doxorubicina senza ridurne l’efficacia contro i tumori

Riattivare un processo fondamentale delle cellule potrebbe proteggere il cuore dagli effetti collaterali della doxorubicina senza ridurne l’efficacia contro i tumori. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Neuromed, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università Europea di Roma, Università di Padova e ICOT Istituto “Marco Pasquali” di Latina, pubblicato sulla rivista Basic Research in Cardiology.

La doxorubicina rappresenta uno dei farmaci cardine in oncologia, efficace contro numerosi tumori, ma associato nel tempo a un rischio non trascurabile di danno cardiaco progressivo. Una delle sfide più complesse della cardio-oncologia è proprio quella di mantenere intatta l’efficacia antitumorale delle terapie riducendone al tempo stesso la tossicità sugli organi sani.

Secondo lo studio, il punto critico potrebbe risiedere nel cosiddetto “flusso autofagico”, un processo attraverso cui le cellule eliminano e riciclano componenti danneggiati. Quando questo sistema funziona correttamente, contribuisce al mantenimento dell’equilibrio cellulare. Tuttavia, in presenza della doxorubicina, questo meccanismo sembra subire un blocco, con conseguente accumulo di materiali di scarto e progressivo deterioramento delle cellule cardiache.

I ricercatori hanno osservato che, in modelli sperimentali, è possibile riattivare questo processo attraverso diverse strategie farmacologiche. L’intervento su questo sistema di “pulizia” cellulare è stato ottenuto sia con composti naturali come trealosio e spermidina, già noti per il loro profilo di sicurezza, sia con un peptide sintetico progettato per agire direttamente sui meccanismi dell’autofagia.

Il risultato, spiegano gli autori, è stato un miglioramento della funzionalità cardiaca, una riduzione del danno cellulare e una maggiore efficienza dei mitocondri, le strutture responsabili della produzione di energia all’interno delle cellule. Un dato particolarmente significativo riguarda il fatto che tali effetti protettivi non sembrano compromettere l’azione antitumorale della doxorubicina nei modelli sperimentali utilizzati.

«I risultati suggeriscono che il blocco dell’autofagia è un passaggio chiave nel danno cardiaco indotto dalla chemioterapia – dice Leonardo Schirone, ricercatore dell’Università Europea di Roma – e che il suo ripristino può rappresentare una strategia efficace per proteggere il cuore».

Sulla stessa linea Maurizio Forte, del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed: «Abbiamo osservato che diversi approcci, sia con composti naturali sia con molecole più selettive, portano allo stesso risultato indicando che il bersaglio principale è proprio il recupero del corretto flusso autofagico».

Si tratta di risultati ancora limitati ai modelli preclinici, ma che delineano un possibile percorso di sviluppo futuro. Alcune delle molecole studiate, come trealosio e spermidina, sono già presenti sul mercato come integratori alimentari, e potrebbero in prospettiva essere oggetto di ulteriori valutazioni nell’ambito dei trattamenti oncologici, con l’obiettivo di ridurre gli effetti collaterali cardiaci.

«I nostri dati indicano una possibile strada per rendere le terapie oncologiche più sicure dal punto di vista cardiovascolare – commenta Sebastiano Sciarretta, responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia cardiovascolare del Neuromed e professore ordinario presso Sapienza Università di Roma – Saranno naturalmente necessari studi clinici, quindi su pazienti, per verificare questi risultati».

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

In Italia, solo il 48% della popolazione sarebbe disposto a intervenire e, tra questi, il 52% teme che, dopo il soccorso, potrebbe vivere un forte disagio psicologico e sentire il bisogno di confrontarsi con qualcuno per elaborare l’esperienza.

A fotografare la situazione è una ricerca realizzata per l'Italian Resuscitation Council (IRC)… Leggi tutto

Filippo Crea, direttore del Centro di Scienze cardiovascolari dell'ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, è il nuovo presidente eletto della European Society of Cardiology (ESC), la principale società scientifica europea di cardiologia, che riunisce oltre 100 mila professionisti della salute del cuore in tutto il mondo.

L’elezione di… Leggi tutto

Oltre undici milioni di italiani convivono con una condizione che spesso non sanno di avere. Si chiama sindrome cardio-nefro-metabolica (CKM) e non ha un bersaglio solo: colpisce contemporaneamente cuore, reni e metabolismo, intrecciando obesità, diabete di tipo 2, malattia renale cronica e malattie cardiovascolari in un circolo vizioso… Leggi tutto

L’evoluzione della medicina cardiovascolare si muove verso una drastica riduzione dell’invasività chirurgica, l’integrazione strutturale dell’intelligenza artificiale e la necessità di garantire l’equità nell’accesso alle cure di ultima generazione. Sono questi i temi portanti emersi dal «Minimally Invasive and Catheter Solutions» (MICS 2026),… Leggi tutto

Una nuova applicazione digitale progettata per supportare i pazienti nella comprensione del rischio cardiovascolare e promuovere una maggiore consapevolezza della propria salute. A presentarla è stata Daiichi Sankyo Italia in occasione del Congresso nazionale dell'Associazione dei medici cardiologi ospedalieri (Anmco; Rimini, 7-9 maggio).… Leggi tutto

Il battito del cuore contribuisce a frenare la crescita dei tumori nel tessuto cardiaco. A dirlo è uno studio internazionale pubblicato su Science, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) e il Centro Cardiologico Monzino.
Il lavoro (Mechanical load… Leggi tutto

La Commissione Europea ha approvato finerenone per il trattamento degli adulti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≥40%, ampliando le opzioni terapeutiche disponibili per una popolazione di pazienti con bisogni clinici ancora insoddisfatti.

Per milioni di persone che convivono con insufficienza… Leggi tutto

Quasi tutti ne hanno sentito parlare: il 97,5% degli intervistati dichiara di conoscere il tema e oltre il 74% si considera abbastanza o molto informato. Eppure i comportamenti raccontano un’altra storia: l’86,8% afferma di prestare attenzione all’alimentazione, ma il 25,7% non svolge mai attività fisica e il 44% conduce una vita sedentaria.… Leggi tutto

Un grande sassofono realizzato in stampa 3d: è questa l'installazione simbolo del progetto “Aria di vita – ed è musica per le persone con ipertensione arteriosa polmonare”, campagna di sensibilizzazione promossa da MSD Italia presentata mercoledì 25 marzo a Roma. Obiettivo della Campagna è dare voce al respiro e trasformarlo in… Leggi tutto

Un anno dopo il primo confronto, esperti, Istituzioni e Associazioni di pazienti tornano a discutere di prevenzione e cura della trombosi in occasione del convegno “Per combattere la trombosi non rimaniamo in panchina”, organizzato da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Viatris. L’obiettivo è fare il punto sulle strategie più… Leggi tutto

Per anni il messaggio è stato chiaro: ridurre il sale per proteggere il cuore. Oggi, però, nuove evidenze scientifiche suggeriscono una lettura più sfumata. Secondo recenti analisi, per cuore, cervello e metabolismo “meno” non significa sempre “meglio”: gli esiti di salute legati al sodio seguono infatti una relazione “a U”, nella quale sia l’… Leggi tutto

Servier, gruppo farmaceutico indipendente governato da una Fondazione no-profit, ha annunciato di aver ricevuto parere positivo nella procedura europea decentralizzata per la prima combinazione fissa precostituita a quattro componenti (perindopril/indapamide/amlodipina/bisoprololo) indicata per il trattamento dei pazienti con… Leggi tutto

Integrazione tra tecnologie di imaging sempre più sofisticate, algoritmi di Intelligenza artificiale, nuovi biomarcatori biologici e farmaci innovativi stanno modificando radicalmente il modo di prevenire, diagnosticare e trattare le malattie cardiovascolari, che restano la principale causa di morte a livello globale. E inoltre, dalla diagnosi… Leggi tutto

Dopo un ictus l’attenzione si concentra sulla porzione di cervello direttamente colpita dalla lesione, dove i neuroni sono rimasti danneggiati. Non bisogna dimenticare, però, che il funzionamento del sistema nervoso non dipende da singole aree isolate, ma da reti di connessioni distribuite tra i due emisferi cerebrali. Quando uno dei due viene… Leggi tutto

Una ricerca del Centro cardiologico Monzino e Università Statale di Milano ha identificato un nuovo marcatore in grado di predire la mortalità cardiovascolare a cinque anni nei pazienti già colpiti da infarto. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati su Thrombosis and Hemostasis.

Leggi tutto

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di sotatercept di MSD, in associazione ad altre terapie, per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare (Iap) in pazienti adulti già precedentemente trattati per almeno sei mesi con triplice terapia.

Il medicinale ha ottenuto dall’… Leggi tutto

Non è detto che sia necessario fare sforzi da atleti per godere dei benefici dell’attività fisica. Una ricerca pubblicata oggi sul Journal of the American Heart Association mostra infatti che anche un movimento leggero può allungare la vita, perfino in chi convive con una condizione complessa come la sindrome cardio-nefro-metabolica, o CKM.… Leggi tutto

Muoversi di più, seguire un’alimentazione equilibrata, non fumare, controllare peso e pressione, adottare cioè uno stile di vita ottimale per la salute cardiovascolare si rivela decisivo anche dopo una diagnosi di tumore.

È quanto emerge da uno studio realizzato nell’ambito del Progetto UMBERTO, condotto dalla Fondazione Umberto Veronesi… Leggi tutto