Il legame
Cancro della prostata: aumentando l’attività cardio si riduce il rischio di ammalarsi
  • Immagine
    Didascalia
    Immagine: Jenny Hill, CC0, via Wikimedia Commons
Redazione
Un piccolo miglioramento del fitness cardiorespiratorio, pari al 3%, riduce il rischio di sviluppare il cancro alla prostata del 35%, indipendentemente dalla forma fisica di partenza

Aumentando di poco l’attività fisica di tipo “cardio” si può ridurre di tanto il rischio di tumore della prostata. Secondo i calcoli degli autori di uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine il rapporto è il seguente: un miglioramento del 3 per cento del fitness cardiorespiratorio (CRF) comporta una riduzione del 35 per cento di sviluppare il cancro più diffuso nella popolazione maschile. La nuova ricerca suggerisce quindi che, indipendentemente dal livello di partenza, allenarsi di più allontana le probabilità di ammalarsi. È importante però che gli esercizi facciano battere il cuore più velocemente. L’effetto protettivo si ottiene con il nuoto, la camminata a passo sostenuto, la corsa, ma anche salendo le scale. 

I ricercatori hanno selezionato da un database che conteneva i dati di oltre 181mila uomini le informazioni sull’attività fisica e l’indice di massa corporea di 57.600 uomini che si erano sottoposti ad almeno due test per la valutazione del fitness cardiorespiratorio in due momenti differenti della loro vita. 

Il fitness cardiorespiratorio corrisponde alla capacità del cuore, dei polmoni e dei muscoli di assumere ossigeno e di usarlo per produrre energia. Per misurare l’efficienza dell’intero processo si ricorre a un esame standard chiamato “VO2 max” che valuta la quantità di ossigeno consumata durante il massimo sforzo fisico, corsa sul tapiroulant o pedalata sulla cyclette. Valori alti sono indicativi di un buon fitness cardiorespiratorio: vuol dire che l’organismo è in grado di sfruttare al meglio l’ossigeno per produrre energia. 

I ricercatori hanno diviso i partecipanti allo studio in due gruppi in base al cambiamento del fitness cardiorespiratorio osservato in un anno: il primo gruppo era formato da uomini con un miglioramento superiore al 3 per cento, il secondo gruppo era formato da persone che avevano mantenuto valori stabili del fitness cardiorespiratorio o avevano migliorato di poco la loro condizione (livello di miglioramento inferiore al 3 per cento). 

Per valutare se il cambiamento nella forma fisica sul rischio di cancro alla prostata dipendesse anche dalla forma fisica di partenza, i ricercatori hanno creato tre gruppi di uguali dimensioni con diversi livelli di fitness cardioresporatorio di base: basso, moderato e alto.

Tutti i partecipanti sono stati monitorati per un periodo compreso tra la data dell'ultima valutazione e la data della diagnosi di cancro alla prostata o di morte per qualsiasi causa, oppure fino al 31 dicembre 2019, a seconda di quale evento si fosse verificato per primo.

Durante un periodo medio di quasi 7 anni,  592 uomini (1% del campione totale) hanno ricevuto una diagnosi di cancro alla prostata e 46 (0,08%) sono morti a causa della malattia.

Dall’analisi è emerso che, indipendentemente dalla forma fisica di partenza, un aumento percentuale annuo del fitness cardiorespiratorio è stato associato a un rischio inferiore del 2 per cento di cancro alla prostata, ma non di morte. Se il miglioramento superava la soglia del 3 per cento si osservava una riduzione del 35 per cento di probabilità di sviluppare il cancro alla prostata. 

«Il miglioramento del fitness cardiorespiratorio negli uomini adulti dovrebbe essere incoraggiato e potrebbero ridurre il rischio di cancro alla prostata», concludono i ricercatori.

Chi già si allena dovrebbe allenarsi un po’ di più e chi non si allenava affatto dovrebbe iniziare a farlo, suggeriscono i ricercatori. 

 

Ricevi gli aggiornamenti di HealthDesk

The subscriber's email address.

Su argomenti simili

La carenza e l'irregolarità del sonno potrebbero essere tra i fattori che alimentano l’aumento globale delle diagnosi di tumore tra gli adulti con meno di cinquant’anni. È la suggestione che arriva da due studi scientifici presentati a Chicago in occasione del meeting della American Society of Clinical Oncology (Asco). 

L'… Leggi tutto

L'efficacia clinica delle terapie avanzate e dei farmaci orfani per il trattamento delle patologie a bassa prevalenza è strettamente subordinata alla reattività e all'efficienza dei sistemi sanitari regionali. Il progresso della ricerca biomedica richiede infatti modelli di governance flessibili, capaci di superare la frammentazione… Leggi tutto

Un nuovo modello basato su genetica, dati clinici e intelligenza artificiale potrebbe migliorare la gestione della leucemia mielomonocitica cronica (CMML), rara neoplasia del sangue caratterizzata da decorso molto variabile e prognosi spesso sfavorevole. I risultati arrivano da uno studio internazionale pubblicato sul Journal of Clinical… Leggi tutto

In occasione della Giornata mondiale della tiroide del 25 maggio, una survey condotta da VediamociChiara, portale di informazione sulla salute femminile, restituisce un'istantanea fatta di timori diffusi, percezioni spesso distorte e un ricorso ancora insufficiente ai canali medici appropriati.

Leggi tutto

Daratumumab in formulazione sottocutanea è ora indicato in associazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi, indipendentemente dall’eleggibilità al trapianto autologo di cellule staminali. La decisione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è supportata dai… Leggi tutto

Costruire una strategia condivisa e di lungo periodo che unisca le massime istituzioni, la comunità scientifica e il sistema sanitario. È l'obiettivo del «Patto per la ricerca» promosso da Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, presentato oggi a Milano durante il convegno «Fondazione Airc: verso un patto per la ricerca. Costruire insieme il… Leggi tutto

In Italia vivono quattro milioni di persone dopo una diagnosi di tumore, con bisogni clinici, riabilitativi, sociali e lavorativi sempre più complessi. Eppure i diritti conquistati in anni di battaglie civili rischiano di restare inattuati, bloccati da ritardi procedurali, rimpalli di competenze e decreti attuativi mai emanati. È quanto… Leggi tutto

Sono oltre 72 mila i decessi ogni anno potenzialmente evitabili con stili di vita corretti e programmi periodici di controllo. Per puntare a questo obiettivo, l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Tennis & Friends – Salute e Sport hanno siglato un nuovo protocollo di collaborazione: per i prossimi due anni promuoveranno… Leggi tutto

Dare spazio alle parole non dette e portare l’attenzione sulla qualità della vita delle donne con tumore al seno metastatico. È questo l’obiettivo della campagna “La Voce oltre la Cura. Qualità di vita e tumore al seno metastatico”, presentata da Pfizer in occasione della 27ª edizione della Race for the Cure, la manifestazione dedicata alla… Leggi tutto

Maggiore presa in carico nelle strutture specializzate, percorsi di prevenzione più strutturati, Centri di riferimento regionali e standard minimi nazionali per l’accesso alle cure. Sono alcuni punti cardine della prima Agenda nazionale dedicata al tumore ovarico, presentata a Roma venerdì 8 maggio in occasione della Giornata mondiale della… Leggi tutto

Uno studio pubblicato su Nature Materials propone una prospettiva nuova e complementare rispetto alle ragioni per cui un tumore diventa invasivo: considerare il tumore anche in quanto materiale fisico, la cui “consistenza” può influenzarne direttamente la capacità di diffondersi.

Finora, le cause della disseminazione tumorale sono state… Leggi tutto

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib per il trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia linfatica cronica (Llc) recidivante o refrattaria. La decisione rende il farmaco disponibile per i pazienti che sono stati precedentemente trattati con un inibitore covalente della tirosina chinasi di… Leggi tutto

Disponibile sulle principali piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da mercoledì 6 maggio, “End Of Silence” è il nuovo singolo di Silvia Salemi, nato da una vicenda personale che ha profondamente segnato l’artista: la diagnosi di tumore ricevuta da una persona cara. Un’esperienza che ha portato la cantautrice siciliana a riflettere su… Leggi tutto

Le terapie con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni nella cura di alcuni tumori del sangue. Nonostante i risultati già ottenuti, però, la risposta clinica non è sempre duratura: in diversi pazienti le cellule infuse non si espandono a sufficienza o perdono efficacia… Leggi tutto

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, più terapia di deprivazione androgenica per il trattamento dei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico.

Leggi tutto

Le terapie con cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) rappresentano una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni nella cura di alcuni tumori del sangue. Nonostante i risultati già ottenuti, però, la risposta clinica non è sempre duratura: in diversi pazienti le cellule infuse non si espandono a sufficienza o perdono efficacia… Leggi tutto

L’idea che l’alimentazione influenzi la salute non è nuova. Molto più recente, e ancora poco esplorata, è invece la possibilità che un singolo pasto possa modificare anche la funzionalità del sistema immunitario. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Nature… Leggi tutto

La prima linea di difesa contro il melanoma è l'abbigliamento, non solo la crema solare. In vista di maggio, il mese della prevenzione del melanoma, e della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma lancia la nuova campagna di sensibilizzazione “Vestiti di prevenzione”, con l'intento di scardinare i falsi miti sull’esposizione… Leggi tutto