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DidascaliaImmagine: Øyvind Holmstad, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Lo immaginavamo, ma adesso abbiamo la conferma: la pandemia ha avuto un pessimo effetto sugli stili di vita dei bambini in età scolare e ha portato un aumento dell’obesità. È quanto emerge da un rapporto dell’ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità condotto in 17 Paesi.
La ricerca è stata condotta in 17 Paesi e le rilevazioni sono state condotte su oltre 50 mila bambini prevalentemente nell’anno scolastico 2021-2022. Dall’indagine è emerso che circa il 35% dei bambini ha aumentato il tempo trascorso a guardare la televisione, a giocare online o a usare i social media; il 28% dei bambini ha registrato una diminuzione del tempo trascorso nelle attività all’aperto; il 42% dei bambini ha riportato un calo della felicità e del benessere; 1 bambino su 5 ha riferito di sentirsi triste più frequentemente e 1 su 4 ha anche riferito di sentirsi solo più frequentemente. Peggiorate le abitudini alimentari, con un maggiore consumo di cibi poco sani come snack salati e dolci. È inoltre raddoppiata, passando dall’8 al 16% la percentuale di bambini percepiti in sovrappeso dai genitori. Tra gli aspetti positivi il fatto che le famiglie hanno riportato un aumento del consumo di pasti cucinati in casa (30%), mangiando insieme come famiglia (29%) e cucinando pasti insieme ai bambini (26%).
«Il quadro che questo rapporto dipinge è sfumato; in alcuni paesi ci sono stati cambiamenti positivi, come più famiglie che mangiano insieme, ma ci sono stati anche alcuni risultati preoccupanti, tra cui un aumento delle abitudini alimentari malsane e della sedentarietà”, ha detto Kremlin Wickramasinghe, consulente regionale dell’Oms Europa per la nutrizione, l'attività fisica e l’obesità. «Non possiamo permetterci di ignorare queste tendenze: nella nostra Regione, 1 bambino su 3 vive con sovrappeso e obesità, e già il consumo di frutta e verdura è basso. Spero che questo rapporto suoni un allarme, spingendoci a intraprendere azioni urgenti per migliorare i modelli di nutrizione e attività fisica nella Regione», ha concluso.
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