Linee guida
Hiv, l’Oms raccomanda farmaco semestrale per la prevenzione
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    Aids is commons in Africa
    Didascalia
    Jonrawlinson, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons
Redazione
Nelle nuove linee guida è indicato l'uso di lenacapavir iniettabile due volte all'anno come opzione aggiuntiva di profilassi pre-esposizione. Può cambiare scenario globale

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato nuove linee guida che raccomandano l'uso del farmaco lenacapavir a somministrazione semestrale come opzione aggiuntiva di profilassi pre-esposizione (PrEP) per la prevenzione dell’Hiv. La misura “potrebbe contribuire a rimodellare la risposta globale all’Hiv”, dice l’Oms. Le nuove linee guida vengono pubblicate in occasione della 13a Conferenza Internazionale dell'AIDS Society in corso a Kigali, in Ruanda.

Lenacapavir con due sole dosi all’anno offre un'alternativa molto efficace e a lunga durata d'azione ai farmaci orali giornaliere e ad altre opzioni a breve durata d’azione, spiega l’Oms. 

«Sebbene un vaccino contro l'Hiv sia ancora un obiettivo difficile da raggiungere, il lenacapavir è la soluzione migliore: un antiretrovirale a lunga durata d'azione che, in studi clinici, ha dimostrato di prevenire quasi tutte le infezioni da Hiv tra le persone a rischio», ha affermato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Il lancio delle nuove linee guida dell'Oms, insieme alla recente approvazione della Fda, segna un passo avanti fondamentale nell'ampliamento dell'accesso a questo potente strumento. L'Oms si impegna a collaborare con i paesi e i partner per garantire che questa innovazione raggiunga le comunità nel modo più rapido e sicuro possibile», ha concluso. 

Le nuove linee guida giungono in un momento critico nella lotta all’Hiv: lo scorso anno 1,3 milioni di persone hanno contratto l’infezione e la riduzione delle risorse destinate ai programmi di contrasto all’Hiv potrebbe far peggiorare la situazione. 

Le strategie di prevenzione a lunga durata d’azione possono svolgere un ruolo decisivo. Anche per questo le nuove linee guida raccomandano di semplificare la diagnosi, suggerendo l’uso di test rapidi «per supportare la somministrazione di PrEP iniettabili a lunga durata d'azione, sia lenacapavir sia cabotegravir»,  dice l’Oms. 

I problemi non mancano. Il primo è l’accesso al nuovo farmaco, che «rimane al momento limitato al di fuori degli studi clinici», precisa l’Oms che «esorta governi, donatori e partner sanitari globali a iniziare immediatamente a implementare lenacapavir nell'ambito dei programmi nazionali di prevenzione combinata dell'Hiv, raccogliendo al contempo dati essenziali su assunzione, aderenza e impatto nel mondo reale». 

L’uso a scopo profilattico di lenacapavir a somministrazione semestrale, però, non è l’unica novità delle nuove linee guida. 

Per la prima volta, le linee guida terapeutiche dell'Oms includono una chiara raccomandazione per l'uso di cabotegravir e rilpivirina iniettabili a lunga durata d'azione come opzione alternativa di passaggio alla terapia antiretrovirale per adulti e adolescenti che hanno raggiunto la piena soppressione virale con la terapia antiretrovirale orale e non hanno un'infezione attiva da epatite B. Ciò potrebbe aiutare sul fronte dell’aderenza e, dunque, al mantenimento della soppressione virale e al contrasto della diffusione dell’infezione. 

Raccomandazioni anche sul fronte dell’organizzazione dei servizi che, per l’Oms dovrebbero integrare la cura dell’Hiv con l’attenzione alle malattie non trasmissibili, come ipertensione e diabete, nonché l'assistenza per la salute mentale per depressione, ansia e disturbi da consumo di alcol. Un occhio anche alle infezioni alle malattie a trasmissione sessuale, come la gonorrea e/o la clamidia. Da questo punto di vista, si consiglia il test Hiv precoce per le persone con infezione da Mpox. 

«Abbiamo gli strumenti e le conoscenze per porre fine all'Aids come problema di salute pubblica. Ciò di cui abbiamo bisogno ora è un'attuazione coraggiosa di queste raccomandazioni», ha  affermato Meg Doherty, a capo del dipartimento dei Programmi Globali su HIV, Epatite e Malattie a trasmissione sessuale dell’Oms.

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