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Sabato 24 gennaio, migliaia di piazze italiane torneranno a ospitare Le Arance della Salute, l’iniziativa con cui Fondazione AIRC inaugura l’anno della raccolta fondi a sostegno della ricerca oncologica e della prevenzione. Dietro i banchetti allestiti dai volontari, però, non c’è solo un appuntamento ormai tradizionale, ma un sistema di finanziamento che nel 2026 consentirà di sostenere 779 tra progetti di ricerca e borse di studio, grazie a un investimento complessivo di oltre 142 milioni di euro.
Le risorse raccolte contribuiscono a finanziare il lavoro di circa cinquemila ricercatrici e ricercatori impegnati in tutta Italia nello studio delle cause dei tumori, nello sviluppo di terapie sempre più mirate e nella messa a punto di strumenti diagnostici in grado di individuare la malattia nelle fasi più precoci. Un impegno che ha già prodotto risultati misurabili: oggi circa il 50% delle persone che riceve una diagnosi di tumore può guarire e, nell’ultimo decennio, la mortalità per cancro in Italia è diminuita di circa il 9%.
Accanto al sostegno alla ricerca, Le Arance della Salute hanno da sempre una forte dimensione informativa. Insieme alle reticelle di arance rosse, alla marmellata e al miele di fiori d’arancio, i volontari distribuiscono una guida pensata per aiutare i cittadini a orientarsi tra informazioni affidabili e false credenze su alimentazione e comportamenti salutari. Un aspetto centrale, se si considera che, secondo le evidenze scientifiche, circa il 40% dei nuovi casi di tumore è potenzialmente prevenibile attraverso stili di vita corretti e l’adesione agli screening di diagnosi precoce.
La prevenzione resta una priorità anche alla luce dei dati epidemiologici più recenti: in Italia si registrano ogni anno circa 390.000 nuove diagnosi di tumore, con mammella, colon-retto, polmone, prostata e vescica tra le forme più diffuse. Numeri che rendono cruciale la diffusione di informazioni corrette sull’importanza degli screening disponibili e delle scelte quotidiane legate a fumo, alimentazione, attività fisica e consumo di alcol.
Il legame tra iniziative di piazza e ricerca nei laboratori è diretto. I fondi raccolti sostengono progetti selezionati attraverso un rigoroso processo di valutazione internazionale. «Fondazione AIRC contribuisce alla ricerca sul cancro sostenendo un vero e proprio ecosistema diffuso sul territorio nazionale, dedicato alla ricerca di frontiera e alla formazione di giovani ricercatori operanti all’interno di gruppi affermati, o capaci di esprimere progettualità indipendenti», spiega la direttrice scientifica Anna Mondino. «Promuoviamo innovazione, sinergia e crescita delle competenze».
Accanto alle piazze, l’iniziativa coinvolge anche il mondo della scuola con “Cancro io ti boccio”, progetto di cittadinanza attiva che promuove volontariato, divulgazione scientifica e cultura della prevenzione. Un modo per affiancare al sostegno economico un investimento di lungo periodo nella consapevolezza collettiva.
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