Infezioni, disturbi muscolo-scheletrici, malattie infiammatorie e vascolari: sono oltre cento le patologie per le quali è stata dimostrata l’efficacia dell’ossigeno-ozono terapia, da sola o in combinazione con terapie farmacologiche che ne potenziano i benefici. L’applicazione si basa su una miscela di ossigeno e ozono, somministrata secondo specifici protocolli definiti dalla Società internazionale di ossigeno ozono terapia (Sioot) e validati dal ministero della Salute. La miscela stimola il sistema immunitario e aumenta le capacità antiossidanti delle strutture cellulari, proteggendo così l’organismo da fenomeni infiammatori e degenerativi. Utilizzata con successo per il trattamento dell’infezione da Sars-Cov-2, l’ozono terapia è applicata anche nella terapia del long-Covid ed è protagonista di importanti studi scientifici per il contrasto dell’antibiotico-resistenza e in ambito oncologico.
Questi alcuni argomenti al centro del Congresso internazionale di ossigeno-ozono terapia promosso dalla Sioot, che si è concluso sabato 18 maggio all'Università Cattolica di Roma. Il Congresso rappresenta il più importante appuntamento per la comunità scientifica interessata a questa disciplina che in Italia conta circa 4 mila medici ozonoterapeuti e oltre 20 mila a livello internazionale.
Le applicazioni mediche dell’ozono risalgono alla metà dell’Ottocento alle quali si aggiungono quelle in agricoltura, negli allevamenti e nell’industria alimentare, per la sanificazione di acque e ambienti, anche durante la recente pandemia.
«L’ozono – ricorda Marianno Franzini, presidente della sezione internazionale Sioot e copresidente del Congresso - è un gas naturalmente presente nel nostro organismo per difenderci dall’attacco di virus e batteri. La sua capacità di dissolversi in breve tempo in ambiente acquoso, come è per l’appunto il corpo umano, ha fatto sì che trovasse impiego anche a scopo terapeutico, miscelato con l’ossigeno». Un’ampia letteratura scientifica e la pratica clinica, aggiunge Franzini, hanno dimostrato la sicurezza e l’efficacia dell’ozono terapia per trattare molteplici condizioni patologiche, in particolare per il dolore, cronico e articolare, ill mal di schiena dovuto a ernia del disco e protrusioni, reumatismi e artrite. L’ozonoterapia è ampiamente utilizzata anche per il trattamento di problemi circolatori, nelle ulcere cutanee e arteriopatie periferiche, così come nel recupero post infarto.
È indicata anche per il trattamento dell’affaticamento e della cosiddetta sindrome post-Covid che si stima interessi tra il 10% e il 30% dei pazienti che hanno contratto l’infezione da Sars-Cov-2: «Diversamente dalle terapie che mirano al trattamento dei sintomi – precisa Luigi Valdenassi, presidente Sioot e copresidente del Congresso - l’ozono terapia agisce a livello sistemico, favorendo una maggiore ossigenazione dei tessuti e l’attivazione del metabolismo cellulare. Nei pazienti trattati con ozonoterapia è stato osservato un decorso del Covid più rapido e un recupero veloce e stabile».
Un ambito molto promettente di applicazione dell’ossigeno ozono terapia sono le infezioni sostenute da batteri resistenti, un grave problema di salute pubblica che interessa da vicino l'Italia, dove la resistenza antimicrobica (Amr) rimane tra le più alte in Europa ed è responsabile di circa 11 mila morti l'anno.
L’ozono è infatti il più potente antivirale, antibatterico e antimicotico esistente in natura, non introduce alcun tipo di meccanismo biologico che permette ai germi di resistere alla sua azione sinergica con il sistema immunitario e non ha effetti collaterali. La Sioot, insieme all’Università Cattolica di Roma, sta conducendo uno studio clinico per valutarne l’efficacia in combinazione con le terapie antibiotiche tradizionali nelle infezioni sostenute da germi antibiotico resistenti.
«La Sioot ha intrapreso un percorso virtuoso e molto rigoroso dal punto di vista scientifico – sottolinea Walter Ricciardi, professore di Igiene e medicina preventiva alla Cattolica di Roma - avviando un protocollo di sperimentazione controllata a partire da dati molto interessanti sull’utilizzo dell’ozono terapia per il trattamento delle infezioni, e in particolare quelle correlate all’antibiotico resistenza, volto a offrire ai professionisti sanitari e ai pazienti uno spettro di tecnologie più ampio rispetto a quello attuale. L’obiettivo – precisa Ricciardi - è quello di poter disporre di terapie più efficaci, non invasive e prive di effetti collaterali, che garantiscano, insieme ad altri presidi terapeutici, migliori risultati assistenziali, contribuendo a contrastare una delle principali minacce per la salute globale».
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