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ICAR 2024
Hiv: appello di medici e pazienti per l’approvazione della Long Acting PrEP
Redazione
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La rimborsabilità della profilassi pre-esposizione (Prep) decretata dall'Aifa nel 2023 è stata un passo avanti importante nella prevenzione dell’Hiv, ma resta insufficiente. Oltre a nuove strategie di messa in atto, la comunità scientifica e quella dei pazienti auspicano soprattutto l’approvazione da parte dell'Agenzia regolatoria della Long Acting Prep, che permetterebbe una copertura preventiva nei confronti dell’Hiv per due mesi.

Questi sono alcuni messaggi emersi dalla conferenza stampa che si è tenuta giovedì 20 giugno nell’ambito dell'Italian Conference on Aids and Antiviral Research (Icar) in corso a Roma fino al 21 giugno.

Nel 2022 in Italia sono state registrate 1.888 nuove diagnosi di infezione da Hiv, cioè 3,2 per 100 mila residenti. Il 43% era attribuibile a trasmissione eterosessuale (25,1% maschi e 17,9% femmine), il 40,9% a sesso tra maschi e il 4,3% a persone che usano sostanze stupefacenti. La profilassi pre-esposizione (Prep) permetterebbe di evitare l’infezione nelle popolazioni che in base ai dati epidemiologici sono maggiormente esposte al virus: maschi che fanno sesso con maschi, donne ad alto rischio, transgender, sex worker. La Prep orale, la sola attualmente disponibile, si può assumere in modalità continuativa, con una pillola al giorno, oppure al bisogno, in associazione a un possibile episodio a rischio di acquisizione di Hiv per via sessuale.

A un anno dalla rimborsabilità della Prep orale nel nostro Paese, l’indagine Pride, che ha coinvolto 62 centri Icona e tre checkpoint tra dicembre ’23 e gennaio ’24, certifica che gli assuntori di Prep orale sono stati 11.675. Il rapporto tra le persone con Hiv e gli utilizzatori di Prep orale non è omogeneo nelle Regioni.

La Prep «rappresenta una strategia centrale per vincere la battaglia della prevenzione delle nuove infezioni da Hiv» sostiene Antonella Cingolani, copresidente Icar. L’importanza della rimborsabilità «è riscontrabile nei numeri - sottolinea Cingolani - con gli utenti che sono più che raddoppiati. Tuttavia, a causa del ritardo accumulato e degli ostacoli che permangono nell’accesso alla Prep, siamo ancora molto lontani dagli standard di altri Paesi europei. In virtù dei diversi studi che ne confermano la validità, sarà pertanto auspicabile poter disporre anche della Long Acting Prep a fianco della Prep orale».

I problemi che rendono difficile la diffusione della Prep sono diversi: «Anzitutto – sostiene Massimo Farinella, copresidente Icar – persistono i costi di monitoraggi, visite e controlli contestuali alla Prep; vi è poi un problema di aderenza, di stigma e di scarso coinvolgimento del territorio, visto che è accessibile solo nelle farmacie ospedaliere. Pertanto, con la Long Acting Prep si potrebbero colmare alcune di queste lacune, completando così l’offerta di una strategia preventiva per combattere la diffusione dell’Hiv come già approvato a livello europeo”.

La Prep «in tutte le sue forme, orale e Long Acting - sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit – è un elemento chiave di sanità pubblica per la lotta alla diffusione dell’Hiv. In particolare, la Long ActingPrep è uno strumento di prevenzione dell’Hiv, riconosciuta anche dall’Organizzazione mondiale della sanità, per le persone a rischio sostanziale di infezione, che amplia l’offerta complessiva delle diverse modalità di prevenzione per un virus per cui non esiste un vaccino».

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