Covid, influenza, virus sinciziale. È ora di prepararsi all’inverno
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«L’Europa vedrà presto l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, periodo in cui prevediamo una recrudescenza dell’influenza stagionale e del virus respiratorio sinciziale Stiamo anche assistendo a piccoli aumenti nella trasmissione di SarsCoV2 nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo e prevediamo che tutti e tre i virus cocircoleranno nei prossimi mesi. Con ciò è necessario sottolineare l’importanza della vaccinazione e di altre misure di sanità pubblica per proteggere la salute delle persone». La direttrice dello European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) Andrea Ammon è chiara: occorre prepararsi alla stagione fredda che porterà a una ripresa delle malattie infettive.
Covid, innanzitutto. Dall’inizio di settembre, in più della metà dei paesi Ue è stato registrato una ripresa dei casi di Covid-19. “A questi aumenti contribuiscono probabilmente fattori quali l’aumento dei viaggi e i grandi raduni durante i mesi estivi, nonché il calo dell’immunità alle infezioni dopo un lungo periodo di bassa circolazione del virus”, spiega l’Ecdc.
Al momento non si rilevano segnali di allarme: i decessi per Covid rimangono bassi. Tuttavia, avverte, l’Ecdc «SarsCoV2 rimane in grado di acquisire mutazioni che possono facilitare la sua continua circolazione in momenti imprevedibili durante tutto l’anno. Gli aumenti osservati nella trasmissione di SarsCoV2 coincidono con l’emergere e la dominanza di un gruppo di sotto-lignaggi Omicron correlati, denominati varianti simili a XBB.1.5 portatrici della mutazione F456L».
Resta poi preoccupazione per la variante BA.2.86 (Pirola). Sebbene i casi confermati siano ancora pochi, è probabile che stia circolando sotto tracci. «La variante è altamente divergente dalle varianti SarsCoV2 attualmente in circolazione, il che potrebbe portare ad un aumento delle reinfezioni. Per ora, non vi è alcuna indicazione che l’infezione da queste varianti possa causare malattie più gravi o rendere i vaccini meno efficaci contro malattie gravi rispetto alle varianti precedentemente circolanti. Tuttavia, le persone anziane e quelle con patologie preesistenti corrono ancora un rischio maggiore di esiti gravi se vengono infettati».
Intanto, negli ambulatori dei medici cominciano a comparire i primi pazienti con sintomi simil-influenzali. Al momento è impossibile prevedere come si evolverà la stagione 2023/2024, ma «dobbiamo agire ora per ridurre al minimo l’onere previsto sui sistemi sanitari causato dalla cocircolazione dei virus respiratori», avverte Ecdc.
Significa che, almeno i cosiddetti gruppi prioritari vengano vaccinati contro Covid-19 e influenza. “L’attenzione dovrebbe concentrarsi sulla vaccinazione delle persone che sono maggiormente a rischio di contrarre malattie gravi causate dall’influenza e dal Covid-19, compresi gli individui più anziani, le persone con un sistema immunitario indebolito e patologie di base, indipendentemente dall’età, nonché coloro che sono incinte», dice l’Ecdc, secondo cui, se le coperture vaccinali saranno elevate, si potrebbero evitare il 21-32% di tutti i ricoveri correlati a Covid-19 nei paesi dell’UE fino a febbraio 2024