Secondo l’ultimo report dell'Istituto superiore di sanità, le procedure di procreazione medicalmente assistita (Pma) hanno portato nel 2022 alla nascita di 16.718 bambini, ovvero il 4,3% di tutti i nati in Italia di quell’anno. Complessivamente, a oggi oltre 217 mila bambini sono nati nel nostro Paese grazie a queste tecniche.
Resta elevata l’età media delle donne che si sottopongono a tecniche senza donazione di gameti con cicli a fresco: 37 anni, valore superiore alla media europea (35 anni; European IVF Monitoring, dati 2019). Anche nei cicli di Pma con donazione di gameti l’età della donna è particolarmente elevata e maggiore che nel resto d’Europa. Ovviamente, l’età della donna è maggiore se la donazione è di ovociti (42 anni) rispetto a una donazione di seme (35).
Il Lazio è al secondo posto, dopo la Lombardia, per numero di cicli totali di II e III livello di Pma eseguiti in Italia (13.730, che corrispondono al 14,3% su base nazionale). Nella Regione, dal 2016 al 2022 il numero di coppie trattate con tecniche di II e III livello è aumentato del 63% (da 6.706 a 10.949) e sono raddoppiati i nati vivi. Quelli nati con tecniche di I livello, erano 1.245 nel 2016 e sono stati 2.250 nel 2022. Per le tecniche di II e III livello si è passati dai 1.157 nati del 2016 ai 2.207 nati del 2022.
Proprio nel Lazio apre a Roma la nuova sede della clinica IVI, con un polo dedicato alla procreazione medicalmente assistita. IVI fa parte di IVIRMA Global, il più grande gruppo internazionale dedicato alla procreazione medicalmente assistita.
«Abbiamo voluto realizzare un progetto ambizioso: una clinica interamente costruita attorno al paziente – assicura il fondatore di IVI, Antonio Pellicer - capace di accogliere quasi il doppio delle persone rispetto a prima e dotata delle più moderne tecnologie, senza eguali nel panorama nazionale».
Dal 2021 al 2024 i centri IVI in Italia hanno seguito oltre 4.300 coppie, portando alla nascita di più di 2.600 bambini. La quasi totalità delle nascite è avvenuta da parti singoli, con un’incidenza di gemellarità inferiore all’1%.
In forte crescita anche la preservazione della fertilità, aumentata di quasi il 200% tra il 2021 e il 2024, con un ulteriore incremento stimato entro il 2025.
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